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XLIX 2025

Visualizza articoli per tag: ANDREA MENOZZI

L’articolo mira a riaprire la discussione sul verbo del primo verso della celebre canzone di Guido Guinizelli, presentando due nuove attestazioni indirette (nella cosiddetta Ragione nova d’amore e nel Fiore di virtù). Il discorso muove dalla sistemazione proposta nel 2004 da Stefano Asperti, che le nuove occorrenze qui esaminate contribuiscono a integrare.

This article aims to reopen the discussion surrounding the verb in the first verse of Guido Guinizelli’s famous canzone by introducing two new attestations found in the so-called Ragione nova d’amore and the Fiore di virtù. The argument builds on the framework proposed by Stefano Asperti in 2004, which the new occurrences examined here help to further refine.

Pubblicato in XLIX 2025 - 2
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A partire da fine Ottocento, si tende a indicare come autore del Fiore di virtù un certo Tommaso Gozzadini (monaco bolognese il cui nome ci è restituito dal manoscritto Laurenziano Gaddiano 115): ma è questa una proposta che si regge su basi non molto solide, che il riesame diretto del manoscritto contribuisce a indebolire ulteriormente. Allo stesso tempo, uno spoglio della più antica tradizione manoscritta per ciò che riguarda le attribuzioni esplicite (tramite sottoscrizione) o implicite (tramite la raffigurazione dell’autore nella miniatura iniziale) consente di rafforzare l’ipotesi già di Maria Corti che l’autore fosse un laico. Infine, ci si concentra sull’explicit del manoscritto Vicenza, Biblioteca Civica Bertoliana 495 (tra i più antichi), del quale si cerca di offrire una spiegazione anzitutto letterale, quindi una più generale interpretazione, proponendo una nuova pista, anch’essa bolognese.

Since the end of the 19th century, the author of the Fiore di virtù tended to be identified with Tommaso Gozzadini (a Bolognese monk whose name is given back to us by the manuscript Laurenziano Gaddiano 115), but this proposal doesn’t rest on solid evidence, and the direct re-examination of the manuscript contributes to undermine it further. At the same time, a study of the earliest manuscripts regarding explicit or implicit attributions (through subscription or through the depiction of the author in the initial miniature) allows us to strengthen Maria Corti’s hypothesis that the author was a layman. Finally, we focus on the explicit of the manuscript Vicenza, Biblioteca Civica Bertoliana 495 (among the oldest), of which we attempt to offer a literal explanation and a more general interpretation; and, in doing so, we propose a new hypothesis which always concerns Bologna.

Pubblicato in XLVII 2023 - 1
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